FRESCA! – saga di scialpinismo –

Conclusione (quando si stava per concludere tutto in tragedia ma…)

INFINE GLI ULTIMI 100 METRI RISCATTARONO LA STAGIONE

Ma chi me l'ha fatto fare?! (foto: G. Avesani)

Ma chi me l’ha fatto fare?!
(foto: G. Avesani)

Ho iniziato la stagione dello scialpinismo fiduciosa delle mie capacità sciistiche, che non fossi una campionessa lo sapevo…quello che non sapevo è che per divertirsi fuoripista bisogna proprio “averne”! Altro che il mio livello!

Per iniziare gradualmente decisi di consumare il mio regalo di laurea: un corso di scialpinismo! Iniziando con un corso, pensavo, avrei colmato le lacune che avevo, avrei imparato bene e…mi sarei divertita in ambiente. Seh…

Le discese sono state una tale sofferenza (di quadricipiti e psicologica) che appena finite le lezioni ho messo gli sci in cantina…rifiutando gentilmente tutti gli inviti di altre scialpinistiche.

Inaspettatamente invece Anna è riuscita a convincermi a mettere gli sci un’ultima volta…ho accettato perché so che con lei è diverso, so che lei mi aspetta e capisce la mia fatica!

Tra ombra e luce (foto: G. Avesani)

Tra ombra e luce
(foto: G. Avesani)

Donc, siamo partite con i rispettivi ragazzi verso cima Mulaz. Il primo pezzo era in mezzo ad una valletta riempita di boschi radi e fitti, poi è cominciato un canalone spoglio, solcato solo da qualche scia di distaccamento. Se alzavo lo sguardo vedevo le Pale di San Martino, un circo di roccia fatto di guglie spruzzate di neve, la roccia all’ombra sembrava così orrida che mi chiedevo dove d’estate abbia il coraggio di scalarla! Così nera, gocciolante, strapiombante, alta, e io così piccola mentre cerco di vincerla!

Lasciati andare questi strani pensieri mi dovevo concentrare sulle inversioni, ogni volta che sollevavo uno sci mi sembrava di perdere l’equlibrio. -“Un, due, tre via fai sta mossa!”- E una curva stretta me la mettevo alle spalle…ma quante ancora da fare! Mi sentivo fiacca e con i muscoli vuoti.

Arrivata alla sella prima dell’ultima rampa per la cima ho scacciato il pensiero traditore “o cima o morte!”. Fatica fatta, panorama bello conquistato. A posto!

Non è nello scialpinismo, almeno per ora, che ho dei progetti da chiudere, degli obbiettivi che mi fanno stringere i denti. La tattica era una e precisa: avere energie per tornare alla macchina intera!

Con Anna, per aspettare i nostri ragazzi che invece erano saliti in cima, ci siamo scavate una trunetta dietro un sasso per ripararci dal vento…ne è venuta fuori una dimora a cinque stelle…che bello sentirsi capaci di valutare dove e come scavare una buca di riparo! La truna è stata decisamente la  cima della giornata!

No no non sono io quella lì che arranca eh!!

No no non sono io quella lì che arranca eh!!
(foto: G. Avesani)

Appena iniziata la discesa ho visto ripetersi la solita storia…ogni curva era un tormento e vari pensieri cominciavano ad affollarmi la testa: “Ma perché ho deciso di rimettere gli sci?! Io odio lo scialpinismo! Mi farò del male…che male le gambe!! Che schiappa…ma quando mai!!”

Continuavo a guardare l’altimetro per vedere quanto mi mancava alla mulattiera che sanciva la fine delle mie pene…invano, è inutile guardare l’altimetro ogni 20 secondi! Non aiuta, tanto non ero scesa che di 50 metri!

Ad un certo punto, la situazione è cambiata: il pendio si è fatto più dolce, la neve era bella e immacolata, eravamo in un ambiente favoloso, dove per “favoloso” intendo proprio “da favola”, tra larici senza aghi, abeti e massi. Favoloso, favolesco!

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(foto: G. Avesani)

Le gambe, prima tese, si sono sciolte, governavo gli sci, mi lanciavo, mi facevo la mia traccia, mi sentivo una campionessa (ahahah), facevo le curve con spontaneità, danzavo sulla neve. Che a guardarmi da fuori non dessi l’impressione di una sciatrice navigata poco importava…io mi sentivo Deborah Compagnoni! Arrivata alla tanto sospirata mulattiera mi sono ritrovata a desiderare ancora pendio! Inaudito.

Gli ultimi centocinquanta metri di discesa hanno riscattato una stagione disastrosa…e mi hanno fatto intuire che potenzialmente potrei saper sciare!

Comincio già a figurarmi il programma per l’inverno prossimo: tanto tanto sci in pista. Tanto sci in pista per inseguire un obbiettivo a lungo termine: che la fresca diventi un divertimento! Lo vedo lontano, ma questo traguardo lo vedo.

Questa saga è a lieto fine.

E tutti vissero (e sciarono) contenti!

THE END

Mariana

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