In quota

(Articolo già pubblicato sul blog di Alessandro Gogna)

L’essere più antico è Dio, perché non generato
Il più bello è il mondo, perché opera divina
Il più grande lo spazio, perché tutto comprende
Il più veloce l’intelletto, perché passa attraverso tutto
Il più forte la necessità, perché tutto domina
Il tempo è il più saggio di tutti, scopre sempre tutto

(Talete – VI sec. a.C.) Continua a leggere

The Swiss Machine: lo svizzero che in montagna correva, che rincorreva sogni

Ciao Ueli, strano scrivere di te, così lontano da me, così diverso.

Era il 2008, e della montagna cominciavo solo ad assaporare il profumo, era ancora tutto da scoprire. Leggevo libri di nomi famosi: Messner, Buhl, Simpson, Moro; non li sceglievo, era quello che trovavo in biblioteca, raramente incappavo anche in video, delle immagini non sapevo bene che farmene… io volevo vivere! Continua a leggere

“La cura”, dal nostro punto di vista

Abbiamo dato seguito a questo articolo del blog dei RampegoniLa Cura, di Saverio d’Eredita:

Qualche volta la meta è un dettaglio e nemmeno troppo importante. Perché ci sono giorni in cui il prestigio di una salita non conta. Non conta la qualità della neve, la tecnica o la pendenza, l’essere primi o essere ultimi. Ci sono giorni diversi. Continua a leggere

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI!

Questa è una di quelle storie che prima o poi vanno tirate fuori dall’armadio.

È una storia che mi è tanto cara, un po’ perché in un’ora ho imparato più che in una stagione intera di ascensioni, e un po’ perché per me ed Erica è stata una tappa decisiva, anche se in maniera diametralmente opposta: io ho continuato a scalare, Erica invece ha deciso di vivere la montagna diversamente. Continua a leggere

ESSERE SE STESSI IN PIENA CONSAPEVOLEZZA

Nel luglio scorso sono stata contattata per partecipare al convegno di Montagnaterapia che si sarebbe tenuto a Pordenone in Novembre. In particolare avrei dovuto presentare una breve relazione da tenere alla Tavola Rotonda “Elogio dell’ascesa: la verticale del fare anima”, organizzata da Temenos, un’associazione di studiosi junghiani. Sarei stata in compagnia dell’alpinista e amico Alessandro Bau, del campione di arrampicata sportiva non vedente Simone Salvagnin, di un monaco buddista, di uno sociologo e studioso di pratiche sciamaniche e, naturalmente, di uno psicoterapeuta. Ho accettato con curiosità  e un po’ di perplessità (cosa cavolo avrei detto?).Il testo che segue è il mio breve intervento:

ESSERE SE STESSI IN PIENA CONSAPEVOLEZZA

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LE ALPI MARITTIME AI VENETI!

 

Non mi fraintendiate con questo titolo, non intendo certo fondare una colonia veneta in terra piemontese… piuttosto voglio far conoscere ai veneti una zona a loro (e anche a me) pressochè sconosciuta.

Le Alpi Marittime si estendono a cavallo tra Italia e Francia nella zona di Cuneo, abbastanza distante da noi in effetti… Continua a leggere

Via Surprise, Cima Mengol – Alpi Orobie

ANNA: Erano mesi che la cordata Zantedeschi-Milanese non si trovava per fare avventure… le cose vanno così: inizi a mangiare pandori, provi altri sport, vai in falesia in mezzo alla nebbia e al massimo sfiori la catena di un 5c… e l’umore, o meglio lo spirito avventuriero, va a quel paese. Poi scopri che la tua compagna di avventure si è data al RAVANAGE ESTREMOe il divano diventa sempre più invitante.

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sulla destra il Cimon de la Bagozza, a sinistra la Cima Mengol

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