Sengia Sbusa (Senja Sbusa)

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Come non scrivere un articolo sulla Senja Sbusa???

Molti di voi si chiederanno : “ma cos’è?”, oppure, “ma che nome è?”. Ad altri, invece, si illumineranno gli occhi pensando a quella magnifica torre di roccia che sorge tra le più belle colline di Verona, tra Montecchio e Negrar, che saluta da lontano i più famosi vigneti d’Italia, e che si specchia nelle acque profonde del lago di Garda che da lassù ci mostra le sue coste tortuose.

È si, la Senja Sbusa è un posto magnifico, è un posto indimenticabile, sacro, un pilastro perfetto senza eguali.

Camminando attorno il perimetro della Senja si scoprono nicchie nascoste, una roccia grigia, a tratti rossa, ma che con il sole risplende di tutti i colori.

A metà della parete nord c’è la magnifica GROTTA; un luogo segreto dove succedono cose misteriose e incredibili … al suo interno si possono trovare i resti di un fuoco, delle pentole, una cassa di legno e delle coperte. Qualche coraggioso guerriero ha passato li delle notti indimenticabili baciate dalla luna che passa attraverso l’entrata principale della grotta o attraverso quella secondaria che si affaccia sul Lago.

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La grotta è una conquista. Molti l’hanno usata per fare delle feste parancando su attraverso un semplice tratto di roccia umida amici e amiche … ah le feste in Senja … che serate indimenticabili e di delirio …

E poi la vetta (VETTA). Quella si che si può chiamare una vetta perfetta! La chiamerò la SIGNORA VETTA perché è stata la mia prima vetta (VETTA).

La Signora Vetta è una vetta da conquistare. Non è mica facile arrampicarsi fin lassù! Sulla parete nord e su quella ovest ci sono diverse vie di salita. Gli spit non sono poi così nuovi ma le linee che seguono sono delle linee perfette e logiche. La salita, è una salita che non perdona, bisogna essere allenati per arrivare in cima.

Di pomeriggio il sole batte sulle pareti della Senja. La salita è lunga, 35 metri di pura arrampicata calcarea.

Ed eccola là, la SIGNORA VETTA, vicina al cielo. Quando ti affacci sull’orlo della vetta ti sembra di essere arrivato in paradiso.

Lassù c’è una croce, e sulla croce c’è una campanella che tutti, nella vita, sognano di suonare almeno una volta.

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E quando fai suonare quella campanella la gioia invade il tuo viso. Sei riuscito a conquistare la SIGNORA VETTA. E là, devi lasciare il tuo segno. In una scatola di latta, il quaderno di vetta racconta tante storie d’amicizia, d’amore, di coraggio, di pace. La storia della Senja è scritta in quelle pagine consumate e umide.

Ora è il momento di fermarsi. Di sedersi con il sole in faccia. Il Monte Baldo sullo sfondo, la Valpolicella ai tuoi piedi e il lago a segnare l’orizzonte.

Ancora un attimo. La pace ti inonda quando sei sulla cima della SIGNORA VETTA. Ogni volta ti stupisce, ogni volta ti lascia nel cuore il suo segno.

Quando ti cali dalla Senja per tornare al mondo reale, la tristezza arriva. È difficile lasciare il Paradiso.

In Senja ti senti a casa, ti senti più protetto. Là il mondo si è fermato.

Mentre scendi dai un ultimo saluto alla grotta.

“a presto….”.

Questa è la Senja. Ma in realtà è molto di più.

Ho voluto intervistare i miei amici e chiedere a loro cosa ne pensano del famoso pilastro!

Ecco le domande che gli ho sottoposo:

-racconta la tua prima volta in Senja Sbusa… tutti si ricordano la prima volta…c’è chi c’è stato da bambino, chi da più grandicello…tutti ne hanno un bel ricordo impresso nella mente.

-che significato ha per te la Senja?perchè?…molti la descrivono come la loro prima salita alpinistica…eh si, in senja si impara a fare sicura dall’alto e a fare un sosta per poi calarsi in corda doppia nel vuoto!

-la via più bella per arrivare in cima?… tutte!

-sai chi ha aperto la Senja? La prima ascensione alpinistica l’ha fatta, penso, il gruppo del Gao, ma poi si sono succeduti tanti…il Beppe Pighi, il Beppo Zanini, Eugenio Cipriani e anche ragazzi coetanei.

-sai l’anno della prima scensione? …1947

-sai qual è la via artificiale?… Il colatoio esposto a est, tutti pensano sia un 8a… me in realtà è stata concepita come via artificiale.

-sai qual è la storia della Senja Sbusa?… Nel Medioevo deve essere stato un posto di eremitaggio, il buco è stato allargato con dinamite (dicono…), e nella finestrella ci sono ancora i buchi delle inferriate.

-che altre attività si possono fare in Senja?… Slackline, highline, tessuti aerei, feste…

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-sai come si chiama il figlio della Senja?… Sengino!! Si vede meglio in inverno quando gli alberi non hanno le foglie, è una grande masso sotto in fianco, dietro ha un bellissimo teatro di roccia, e ci sono delle vie chiodate, ma i pungitopi rendono l’avvicinamento un’impresa…

-sai cosa ne pensano i locals della Senja?… che i bambini nascono dalla Senja…mica li porta la cicogna!!

Ringrazio tutti i miei amici che hanno gentilmente risposto alle mie domande ma soprattutto ringrazio Mariana, la storica del gruppo che mi ha aiutata a recuperare la storia della Senja!

Che dire??buone arrampicate!

Anna

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