VIA DETASSIS – GIORDANI, BRENTA ALTA – 1° parte

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La parete nord della Brenta Alta, dove corre la via Detassis-Giordani. Foto di Gabriele Canu – http://www.gapclimb.it

perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell’anima sua.
Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo
F. Guccini, “Cristoforo Colombo” 

28/06/2019
Breve scambio di messaggi con N.: “Secondo me valuta bene se fare la Steger” – “Perché?” – “È da morire, è tutta a sud-est, ti cuoci, vai a nord o ovest almeno”.

M. Respiro a fondo, N. ha ragione, mi dico che cambiare programma è solo questione di elasticità mentale. È già venerdì e mi serve in fretta un piano B, che sia a Nord stavolta, ma non mi viene in mente niente simile alla Steger, e vorrei fare una via di 20 tiri.
Ho solo un nome che mi rimbomba in testa: Detassis alla Brenta Alta. È una via che prima o poi vorrei scalare ok, ma ci sono una serie di “contro” non indifferenti.
Non ho mai guardato bene la relazione… non posso certo scegliere quella. Non è ripetuta come la Steger… non posso dunque scegliere quella. Non ho ancora fatto una via in Dolomiti quest’anno… suvvia non posso scegliere quella! Non ho mai scalato assieme a Valentina, l’ho solo vista una sera al cinema… non possiamo spararci su cotanta parete! Ha sei tiri di VI attaccati… non puoi scegliere quella! È in Brenta, chissà che discesa da delirio ha, non t’azzardare a scegliere quella. Chiamo il Rifugio Tosa Pedrotti:
«Sì la parete è asciutta, ma non sono ancora salite cordate di quest’anno», saremo le prime? Tassativo, toglitela dalla testa!
Però con Valentina sento di avere molto feeling a livello personale… si potrebbe dunque tentare. Dopo il quattordicesimo tiro molla, forse allora… la discesa… dò un’occhiata… bè per essere in Brenta è quasi banale, potrei farci un pensiero… il rifugio ha ancora posto, prenoto due posti che non si sa mai! Mi sono allenata tutto l’inverno per vie del genere, e ora che ho un banco di prova davanti voglio tirarmi indietro?! Non ci provare, mi dico. Più leggo la relazione più la via diventa mia, comincio a sentirla dentro. Sì, si può tentare!

V. Mariana mi scrive mentre sono al lavoro: “E se facessimo la Detassis alla Brenta Alta? È un progetto a cui penso da un po’”. Non guardo quasi la relazione, vedo solo che la via è lunga e soprattutto che il punto di appoggio è il Rifugio Tosa Pedrotti, posto dove ho lavorato due anni e dove mi sento più che a casa. Per me è sufficiente per dire sì!”.

Risposta a N. “Abbiamo proprio cambiato esposizione… andiamo a Nord-Est, andiamo in Brenta” – “A fare?” – silenzio stampa, questa domanda rimarrà senza risposta fino a lunedì.

Mentre saliamo verso il rifugio troviamo due simpatici vecchietti che non ce ne risparmiano una: «Dove andate di bello? Avete le corde, fate una ferrata?» – «???» – «Andate ad arrampicare?! E dov’è la Guida Alpina? Chi è la Guida Alpina di voi?».
Appunto… hanno ragione, dove cavolo stiamo andando?!

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Entriamo in rifugio, Franz Nicolini è molto contento di vedere Valentina, e subito si informa: «T’hai scominzià a rampegar, brava, e domàn sa nè a far?!», quando sente la risposta ci manca poco che rovesci il boccale di birra che sta preparando: «Ah propri quela fè! Allora dopo cena ci sediamo assieme che la studiamo».
Arriva puntuale e dopo avercela spiegata conclude con un bellissimo: «Bene ragazze e ora in bocca al lupo! Che le donne sono forti!».

M. La sua convinzione non diventa la mia e l’ansia fa capolino: saremo in grado di seguire il bandolo della matassa tra quelle placche che sembrano tutte uguali?
Salgo silenziosa in camera. Valentina si sta preparando e vedo che ha un paio di fuseaux con disegnato un gatto vestito da astronauta: «Bel pigiama! Guarda il mio… è a fiorellini!!» – «No ma questi sono i pantaloni per domani» – «Cosa?!» – «
Domani ti devi assolutamente mettere quelli anche tu… Bè lo stile prima di tutto!». Già mi sembra irriverente attaccare la Detassis come prima via di stagione, farlo con dei pantaloni a fiori mi sembra di fare proprio un affronto totale!

Però quanto mi piace l’irriverenza… e poi mi sono sempre detta che non è il materiale tecnico a fare l’alpinista, ma la testa, e domani ne servirà tanta… i pantaloni a fiori saranno lo stimolo per farla macinare ancora di più! «Vada per i fuseaux, che coppia saremo sulla Brenta Alta!».

Finiamo di sistemare gli zaini in maniera meticolosa, per domani è tutto in poll position. Ora non resta che infilarci dentro il sacco-letto, spegnere la luce, ascoltare i rumori dell’oscurità e con loro anche le voci che entrambe ci portiamo dentro: lascia stare, non far scemate, domani dirotta sulla Normale del Basso… Vai! Ti sei allenata tutto l’inverno con in testa questo obiettivo, ce la farai!

M. È  notte fonda e non ho ancora preso sonno. Mi sento l’ansia addosso e dentro mi rimbombano le parole di Franz: «I primi tiri tecnicamente non sono difficili, è solo V, ma è la parte più complicata, per via dell’orientamento, e mi raccomando attenzione che ci sono un sacco di chiodi che portano fuori via!». Avremmo trovato la strada?
Pian piano però comincio a percepire che quest’ansia può diventare positiva, mi servirà per stare allerta, per captare ogni segnale. Sento che posso trasformarla in alleata, che quest’ansia diventerà la nostra terza compagna di cordata. Cado in un sonno profondo.

FINE 1° PARTE, continua qui.

 

4 pensieri su “VIA DETASSIS – GIORDANI, BRENTA ALTA – 1° parte

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