Alla ricerca della forchetta perduta del Re Laurino

[16:18, 12/9/2016] Mariana: – Ciao!! Tu che fine hai fatto? Io poi ho trovato un altro passaggio per la stazione di Bolzano! Grazie per questa giornata, è stata intensa e mi è piaciuta!!

[16:25, 12/9/2016] Anna: – Io sono a Vigo in un bar!! mi ingozzo! qui piove ancora a manetta!anche io mi sono divertita, sto scrivendo l’articolo sulla carta igienica.

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Sta per arrivare in fine settimana ed è ora di iniziare a organizzarsi, così inizio a stalkerizzare Mariana, che sembra sparita dalla faccia della terra. Passa un giorno, ne passano due, e finalmente al terzo si decide a rispondere ai miei 10000 (10mila) messaggi. Vabbè, l’ho perdonata, ma solo perché ha avuto una sbandata temporanea (così ha detto…). Mah!!!

Le proposte sono svariate e vanno dal DIEDRO DALL’OGLIO sulla CIMA DEL LAGO a uno degli spigoli delle TOFANE, da una via di ricerca sul BRENTA consigliata dal buon vecchio Luc alla EISENSTECKEN sulla CRODA DEL RE LAURINO. Diciamo che le idee non sono ben chiare come anche chi si aggiungerà alla cordata femminile, visto che Mariana invita gente come se stesse organizzando una festa di fine estate.

Alla fine ovviamente “se catemo mi e ela” e come al solito mi tocca assecondare i suoi deliri: “andiamo sulle Tofane e dormiamo sotto un telo”; “forse si aggiunge N. V., andiamo a fare una via di VI”; “cosa ne pensi di andare in Dolomiti con i mezzi pubblici?”; “Anzi, andiamo al rifugio Tal dei Tali e dormiamo sotto i tavoli”; “il guscio io non lo porto”; “ sei matta a portare la tenda?”…ma non era una sbandata temporanea??????????????????????????????????????

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Alla fine si decide: partenza sabato pomeriggio con il treno delle 13.00 fino a Bolzano, poi bus fino al Passo Costalunga, poi camminata fino al Rifugio Fronza, dormire sotto i tavoli del rifugio e domenica VIA EISENSTECKEN sulla CRODA DI RE LAURINO.

Guardo la relazione e vedo dei segni strani tipo: VI+ (A0) e V. e poi leggo di cunei da azzerare nel chiave. La situazione si fa tragica ma ormai siamo sul treno e indietro non si può ritornare.

Tralascio il monologo monotematico di Mariana in quelle 4 ore di viaggio tra treno e bus… ed eccoci immerse nelle Dolomiti, e un fantastico arcobaleno ci da il benvenuto in Paradiso.

Sembriamo proprio due turiste tedesche e subito ci immedesimo nella parte facendoci fare delle foto alla fermata del bus e trovando persino il tempo per fare shopping!

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Dopo due ore di cammino, come due cadaveri con due zaini giganti appresso, arriviamo finalmente al Rifugio Fronza. I rifugisti sono davvero gentili e ci fanno dormire sotto i tavoli di fronte al rifugio (come tanto desiderava Mariana…). Subito tiriamo fuori i mitici tortellini per la cena: SÌ, TORTELLINI, È COSÌ CHE SI MANGIA IN MONTAGNA (E NOI LO SAPEVAMO PRIMA!)

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Finalmente nei sacco a pelo spariamo le solite cavolate deliranti pre-via e una leggera pioggia inizia a cadere… che sia un segno?

Sveglia alle 5.30 che puntualmente viene rimandata di altri 30 minuti.

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Nell’avvicinamento inizia ad alzarsi la tensione ma nessuna di noi due ha la carta igienica: che errore da pivelle!!! Ma finalmente siamo all’attacco,  ma la FORCHETTA dov’è? Si narra che all’attacco della Via Eisenstecken ci sia una forchetta caduta dal Rifugio Santner che si trova in vetta. Perdiamo un po’ di tempo per cercarla ma niente, chissà dove si nasconde!

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Iniziamo ad arrampicare e subito i primi tiri di IV mi fanno sudare. La preoccupazione sale. Se questo è un IV, il VI+ come sarà? Nella pancia si muovono tante cose e si muovono anche le prese e gli appoggi. Dopo numerosi disgaggiamenti arrivo alla quarta sosta e comunico alla mia compagna che qualcosa non va, non me la sento di continuare, c’è qualcosa che non mi quadra nella via. Lei mi appoggia e alla fine decidiamo di calarci (anche perché guardando il tiro davanti a me mi erano venuti degli strani brividi).

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Le calate sono veloci e in breve ci ritroviamo con i piedi per terra. Mi sento sollevata. Mi rimetto a cercare la forchetta alla base della parete e all’improvviso… eccola!!! Nascosta in un posto improbabile che non vi svelerò, perché è giusto così.

 

Arrivate al rifugio ci guardiamo indietro e il cielo è diventato scuro, in pochi minuti inizia a piovere. Subito comincio a fantasticare, immaginandomi attaccata via ad un cuneo del 1949 mentre una pioggia torrenziale mi piomba addosso. Mariana e io ci guardiamo e sorridiamo: siamo qui e non lassù e la nostra ritirata ora ci sembra abbia più senso.

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Sotto la pioggia facciamo autostop e un signore ci tira su. Dopo alcuni tornanti la cordata si divide. Mariana deve tornare a Verona va a prendere il suo treno, io vado invece verso Vigo di Fassa e se il tempo regge l’indomani tenterò un’altra via.

Che dire di questa ritirata? Io a casa ci sono tornata con il sorriso, anche se non abbiamo conquistato nessuna vetta, anche se più del V proprio non ce la posso fare, anche se eravamo bagnate fradice a causa della pioggia. La nostra piccola avventura l’abbiamo fatta anche questa volta e… quante emozioni!!!

AUTRICE: Anna Milanese

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