RADIO PATAGONIA – circuito del macizo Torres del Paine

Qui è radio Patagonia che vi parla. Questa è un’avventura che racconta di un trekking nelle terre patagoniche, un’esperienza sognata e desiderata,un viaggio nelle terre estreme del Sud!

E come non potervela raccontare?

Torres del Paine

Torres del Paine

Non sto qui a spiegarvi come Seba ed io siamo finiti nell’estremo sud, sta di fatto che ci siamo ritrovati al supermercato di Puerto Natales ( Patagonia cilena) per fare la spesa impossibile per affrontare 8 giorni di trekking attorno al bellissimo massiccio  Torres del Paine ( 93,2 km). Dico spesa impossibile perché è stata davvero un’impresa scegliere quanto e che cibo portare sulle nostre spalle. Non avevo mai fatto un trekking così lungo!

Lo zaino è fatto ormai…tenda,sacco a pelo, fornellino e tutti i vestiti per non dover soffrire il freddo…siamo in Patagonia e qui il meteo è imprevedibile, o perlomeno così dicono!

Saliamo sull’autobus che ci porterà ai piedi del massiccio e dopo poco più di un ora ecco le Torri là lontane che svettano su un cielo azzurrissimo. Paghiamo l’entrata al parco( eh sì, qui bisogna sborsare i soldi per ogni cosa…) e ci mettiamo in marcia. Il peso dello zaino si fa subito sentire.

Torres del Paine

il massiccio Torres del Paine

La prima tappa è corta; camminiamo solo 2 ore e piantiamo la tenda sui verdi prati del campamento Las Torres. Dietro a noi le Torri splendono dei mille colori del tramonto. Cena veloce,sacco a pelo e un giorno di splendido sole se ne va.

La mattina ci svegliamo con una debole luce e un vento continuo che ci fa compagnia mentre facciamo colazione. Partiamo carichi e vogliosi di vedere posti nuovi. Alla nostra destra la pampa  ci stupisce con i suoi colori e un simpatico fiume ci regala delle stupende cascate. Alla nostra sinistra le Torri scompaiono e dei pendii boscosi coprono l’orizzonte.

Dopo tre ore di cammino arriviamo all‘campamento Seron ma abbiamo voglia di continuare a camminare così decidiamo di unire due tappe…il meteo improvvisamente cambia…ci troviamo di fronte una ripida salita e al di là di questa il vento ci sbatte in faccia la pioggia . In pochi minuti ci ritroviamo fradici fino alle mutande( e non è uno scherzo). Io sento il freddo che mi penetra fino alle ossa, i piedi sono ormai bagnati nonostante gli scarponi in goretex. Le forze iniziano ad abbandonarmi e il peso dello zaino è insopportabile. Seba mi incita ad andare avanti, e di stringere i denti ma vedo che anche lui sta soffrendo.

Lago Dickson

Lago Dickson con i suoi icebearg

Dopo 4 ore sotto l’acqua finalmente vediamo il Lago Dickson con i suoi enormi iceberg galleggianti e sulle sue rive l’accampamento ononimo! Andiamo dai guardiaparques a registrarci ma siamo così congelati che non riusciamo nemmeno a tenere in mano la penna per scrivere il nostro nome.

Nell’accampamento c’è un piccolo rifugio con una minuscola tettoia. Per entrare bisogna togliersi gli scarponi e lasciare fuori gli zaini. Dentro c’è una piccola stufa ma tutti gli altri trekker sono ammassati là davanti e per noi non c’è posto. Ci mettiamo dei vestiti asciutti ma non riusciamo a smettere di tremare dal freddo. Non c’è nessun posto dove asciugare i vestiti bagnati o gli scarponi….che disagio! La pioggia si trasforma in pioviggine e troviamo la forza di uscire dal tiepido rifugio per piantare la tenda…finalmente si cena! Finalmente nel mio sacco a pelo. La stanchezza mi trascina in un sonno profondo cullato dal rumore della pioggia e del vento.

Il giorno dopo i rumori fuori dalla tenda non sono per nulla cambiati. Gli altri camminatori sono già svegli e stanno rifacendo gli zaini e piegando la tenda. Sembra la cosa più naturale del mondo! Camminare sotto la pioggia! Cosa volete che sia?

Prendiamo coraggio, e dopo un iniziale disagio nell’infilarsi i calzettoni fradici e gli scarponi altrettanto annacquati, ci mettiamo gli zaini in spalla; il trekking deve continuare!Il nostro sentiero si perde in un bosco umido(strano?!) e silenzioso…tra le foglie fitte sembra che la pioggia abbia smesso di bagnare ogni cosa…ecco che una ripida salita ci porta su una morena e alla nostra sinistra ecco che appare un paesaggio incredibile: da una montagna innevata una lingua di ghiaccio azzurra scivola in un lago formando una curiosa grotta…è il ghiacciaio de Los

Glaciar Los Perros

Glaciar Los Perros

Perros. Rimaniamo affascinati dalla bellezza di questa natura cosi maestosa ma il vento è così forte che ci lascia a malapena scattare una foto. In breve arriviamo al campamento Los Perros, piantiamo la nostra tenda tra gli alberi e ci rifugiamo nel capanno dove ci sono dei grandi tavoli e al fondo una STUFA a legna! Ma questo è meraviglioso! Mettiamo ad asciugare i nostri vestiti e gli scarponi e ci mettiamo attorno alla magica stufa,tutti assieme…siamo un gruppetto di circa 20 persone, tutti di nazionalità e di età diverse. Ogni uno con la propria storia,ogni uno con i suoi calzini bagnati attaccati alla stufa. Il clima è accogliente, si mangia e si discute!

Fuori ha iniziato a nevicare e attorno alla stufa si raccontano le leggende sul Passo Garner (1350m), il passo che in teoria avremmo dovuto attraversare il giorno seguente. Dico in teoria perché attorno al fuoco i dubbi sono molti: si vocifera che nei giorni passati a causa della neve, nessuno sia riuscito a continuare il trekking, si parla di metri e metri di neve, di bufere patagoniche e altre catastrofi. Io e Seba stiamo zitti ad ascoltare…alle20.00 in punto entrano nella stanza i guardiaboschi e ci dicono che il giorno seguente si tenterà tutti assieme di attraversare il passo, tutti dobbiamo essere pronti con lo zaino in spalla alle 7.00 in punto senza eccezioni. Un guardiaboschi si metterà davanti a tracciare la via sulla neve fresca.

Increduli non sappiamo a cosa pensare…sta di fatto che alle 7.00 del mattino siamo tutti in fila pronti per partire…ha nevicato tutta la notte e attorno a noi il paesaggio è di un bianco splendente. La salita è faticosa, tutti in fila…è difficile salire con una velocità lineare…c’è chi scivola, chi si ferma ogni 3 passi, chi al posto del guscio si è creato una giacca con i sacchetti neri delle immondizie, chi ha delle semplici scarpe da ginnastica, chi addirittura affronta la bufera con i pantaloncini corti…cose incredibili succedono su quel passo flagellato dal vento e dalla neve! Ma in vetta ci arriviamo tutti assieme! Il gruppo è unito e questa incredibile esperienza ce la porteremo nella memoria.

Passo Garner

Passo Garner nella bufera di neve

Finalmente il sentiero va in discesa e davanti a noi ecco l’immensa distesa di ghiaccio del Glaciar Grey. Il ghiaccio sembra essere vivo e sembra muoversi davanti ai nostri occhi increduli. Siamo stanchi e lo zaino pesa sempre di più; un vento gelido ci rende l’avanzata più faticosa. Il gruppo si è diviso, alcuni sono rimasti indietro,altri ci hanno seminato. Finalmente arriviamo al campamento Grey che è molto affollato. Cuciniamo tutti assieme in una stanza e “il gruppo del passo” è ancora una volta unito!

La tappa del giorno dopo ci porta davanti al massiccio delle Torri del Paine. Lungo il sentiero ci sono una serie di laghi azzurri e dietro le colline finalmente appaiono Los Cuernos (delle maestose montagne di granito) e il Cerro Paine Grande ( una montagna gigantesca con un ghiacciaio ancora più gigante che fa dei rumori assurdi). Dall’accampamento Los Italianos sembra quasi di toccare queste incredibili montagne…attorno a noi,però, la situazione si fa affollata…questa parte di trekking è quella più frequentata perché facilmente raggiungibile e accessibile.

Il giorno seguente saliamo per la valle dei francesi per ammirare le montagne più da vicino e poi veloci raggiungiamo il campamento Los Cuernos.

Quando apriamo lo zaino ci rendiamo però conto che il cibo inizia a scarseggiare…abbiamo fatto male i calcoli. Qui non c’è possibilità di comprare cibo a meno che non si mangi nel rifugio dove i prezzi sono esorbitanti. Stringiamo i denti e andiamo a letto affamati.

Con la fame l’umore cambia,siamo nervosi e più lenti a camminare. Ci manca l’ultima tappa, quella forse più bella che ci porterà sotto alle Torri. Davanti ai nostri occhi c’è una salita di cui non si vede la fine e il cielo è coperto di nuvole gonfie di acqua. Ci troviamo davanti ad un bivio: da li si può scendere a valle e terminare il trekking e comprare del cibo e finalmente mangiare oppure proseguire in salita, mangiare solo minestrina e niente altro fino al giorno seguente e rischiare di fare tutta quella fatica per poi non vedere nessun paesaggio a causa del meteo avverso. I crampi per la fame ci fanno tentennare però alla fine decidiamo di terminare il trekking e di tenere duro.

La salita quel giorno è stata molto faticosa. Mai avevo sofferto così tanto la fame in vita mia. Arriviamo al primo rifugio e una neve sottile inizia a cadere facendo splendere tutto di un bianco abbagliante. Le Torri non si vedono, sono sommerse dalla bufera di neve.

Decidiamo di riposarci un po’ nel rifugio e di comprare una pasta e dei biscotti spendendo un sacco di soldi. La neve non smette di cadere ma noi non ci perdiamo d’animo. Decidiamo di proseguire a camminare in salita fino al campamento Torres che è quello più alto.

Arriviamo stremati e piantiamo la tenda. Ma la Patagonia decide di sorprenderci ancora una volta: un vento leggero inizia a soffiare e in breve smette di nevicare e per magia esce un sole splendente. Ed ecco le Torri che spuntano dietro agli alberi. Gli ultimi 40 minuti di salita sono terribili ma poi eccole li, LE TORRI DEL PAINE finalmente si rivelano! Sono giganti, bellissime e irraggiungibili. Subito sogniamo di arrampicarle, di conquistare una di quelle vette…ma questa è un’altra storia!

Torres del Paine

Torres del Paine

Quella notte, nella nostra tenda abbiamo sognato arrampicate eroiche, cime inviolate,prosciutti e salami, panini e pastasciutta…

Ed ecco la parte più interessante del racconto. La discesa e l’arrivo al campeggio con il minimarket e la nostra faccia felice mangiando la pasta al tonno più buona del mondo.

Hasta luego Torres del Peine, abbiamo un conto in sospeso, chissà un giorno scalerò sul tuo bianco granito!

P.S. : qui di seguito allego dei link utili che potete consultare e chissà, magari trovate qualche spunto per organizzare il vostro prossimo viaggio!!:

http://www.torresdelpaine.com/

http://www.conaf.cl/parques/parque-nacional-torres-del-paine/

http://chile.travel/donde-ir/patagonia/patagonia-magallanes/antartica/circuitos-torres-del-paine/

Anna

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