RHM ON ICE – CHE GIORNI!

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Soddisfatte dopo Acheronte

E’ arrivato il momento dell’RHM ON ICE, una bellissima occasione per avventurarsi su terreni ghiacciati e verticali assieme ad altre donzelle molto determinate.

Per chi non ricordasse cosa sia l’Rhm rimando a quest’articolo http://bit.ly/1SlaQxt

Sono i primi di febbraio e sono molto carica: tra poco si parte per Lillaz! Piccolo paese in Val d’Aosta, una regione cult per chi ama la montagna e l’alpinismo, e io ci sono stata solo una volta! Ero proprio contenta di esplorarne un’altra zona… e soprattutto ero impaziente di arrampicare su ghiaccio con Elisa, Monica e le altre!

Con Giuliana arriviamo giovedì sera, noi dormiremo in furgone, ma raggiungiamo le altre per una veloce tisana di benvenuto (o di buonanotte…) e poi tutte a nanna! Il programma del giorno dopo è intenso…

Venerdì

Colazione alle 6.30 e poi tutte in fila sul sentiero che si inoltra nella maestosa Valnontey, vogliamo fare la cascata Patrì. Già l’avvicinamento mi mette gioia… vedo spuntare l’alba e intravedo dei ghiacciai pensili lassù in alto, decisamente mi sento nel posto in cui vorrei essere.

Ma sotto la cascata ci aspetta un’amara (e scontata) sorpresa… tantissime cordate! La magia un po’ finisce e sento solo l’immane fatica di tirarmi su da seconda con ghiaccio durissimo: ma i ramponi terranno? Ma avrò messo abbastanza forza nelle picche? Sono le domande che mi attanagliano e mi spaventano, ma in qualche modo in sosta ci arrivo e vedo che comincio ad ambientarmi. Ho sempre fatto cascate un po’ sì e un po’ no e non ci ho mai preso del tutto la mano…

Con Elisa, la mia compagna di cordata, saliamo i vari spezzoni di cascata, e sul terzo ci mettiamo una vita 🙂 eh già! Ho infatti deciso di andare da prima e ci metto il mio tempo… ma che soddisfazione! Ero titubantissima, ma sapevo che ce l’avrei fatta, dovevo solo andare.

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Sina sull’ultimo tiro di Patrì

Purtroppo alla base dell’ultima lunghezza troviamo Monica pallida e dolorante, un pezzo di ghiaccio l’ha colpita sul braccio e teme di esserselo rotto, allora Elisa la cala pian piano mentre io e le altre scendiamo preoccupate dal sentiero. Per fortuna alla fine si rivelerà solo un gran botta!

Quando siamo alla base Sina, una ragazza Guida Alpina della Svizzera, chiede chi voglia fare un’altra cascata… mi sento un po’ stanca, ma mi dico anche “e quando mi ricapita?”: “Vengo io!!”. E così, mentre tutte le cordate ormai stanno abbandonando il terreno di gioco, noi ci dirigiamo verso Acheronte, un piccola goulotte lì vicino… sono emozionata… avevo letto la relazione che la definiva “propedeutica”, giusto quello che fa per me! Forse anche lì avrei potuto aprire! E poi Sina mi ispira fiducia, è davvero genuina.

Davanti alla cascata, mi dico: “E’ un III grado Mariana! Lo puoi aprire!! Dai proponiti!”, combattendo la paura che un po’ mi pervadeva dico a Sina che sarei partita io. Bene Mariana ben fatto!

L’atmosfera è bellissima, siamo quasi sole sulla cascata, ci sono solo un paio di cordate, ma sono lontane, il sole sta tramontando, e la natura è solo per me e Sina. Mi sento fortunata.

Sto per partire di nuovo (eh già ormai andiamo in alternata!!) quando la cordata sopra scarica pezzi di ghiaccio ben più grandi del solito pulvisco… ci guardiamo e in un momento decidiamo di scendere.

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Sì il pezzo staccato l’ho fatto in dry cosa credete! (Sto indicando la cascata Tradimento… rotta)

Sono comunque felice… ho aperto! Ho vinto la mia paura psicologica che davvero temevo, ed eccomi qua, premiata con la possibilità di vivere un ambiente maestoso.

Mentre percorriamo il sentiero di ritorno con il buio che ci insegue chiacchieriamo fitto fitto, raccontandoci di come abbiamo scoperto la montagna e di come l’abbiamo vissuta “da donne”. Insomma il nostro blablabla in Valnontey si sente bene! 

Sabato

Oggi è un gran giorno per tutte! Sina ed Elisa si dirigono verso Ecnanton, mentre io sono con Simòne dalla Svizzera, di nuovo alla volta di Acheronte; solo io e lei, e lei tira quanto me, non ho nessuno di più forte! Stavolta sono solo nelle mie mani, che onore! Quando cominciamo a camminare è ancora buio, perché in un budello a volte stretto un metro non vogliamo cordate tra i piedi! Quale scelta più azzeccata! Infatti mentre attacco il primo tiro vediamo salire dal fondovalle frotte (letteralmente) di gente.

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In sosta, senza nessuno tra i piedi!

La salita è bella e appagante, Simòne è un’ottima compagna di cordata, discreta nel parlare ma molto decisa nello spicozzare! Tutto procede tranquillo fino a quando è ora delle doppie… infatti arrivate a una sosta intermedia lo spettacolo è agghicciante: stanno aspettando almeno 10 persone! E scendendo ne conto in tutto almeno 27.

Tra tutti mi stupisce la presenza di un corso ghiaccio del Cai di Castelfranco Veneto… che ha portato ben un decina di allievi su una goulotte molto gettonata di sabato, giorno altrettanto gettonato! Tra continue scariche e i pericoli del caso… imprudenti. In più gli istruttori si rivelano non esattamente dei “gentiluomini” chiedendo a Monica (che intanto ci aveva raggiunto con Giulia): “Ma perché non siete andate a messa oggi invece di venire qui?!”, come fossimo noi il problema del sovraffollamento! 1- noi siamo state le prime a salire, 2- è sabato e a messa eventualmente ci si va stasera o domani che è domenica!

Non ci importa granchè, la maleducazione, nel mondo, è di casa, e in questo caso anche il maschilismo e la sfacciataggine.

Domenica

Oggi è prevista neve… ma si va comunque, qua non si perde un’occasione! Mi consola però che l’appuntamento stavolta sia alle 8.00, così riposo un po’, comincio a sentirmi stanca. Apro la porta del furgone e vedo nella neve caduta la notte le impronte di una volpe… stanotte dev’essere venuta a trovarci. Questo pensiero mi mette allegria!

Dopo poco con Sina, Giulia e Giuliana partiamo per la cascata Tutto è relativo, ovviamente troviamo tanta gente… e così ammazziamo il tempo imparando a fare le Abalachov e muovendoci su un breve percorso che Sina ci prepara.

24799663481_d2eda64a44_hFinalmente si parte e di nuovo vado da prima! Intanto una cordata comincia a darci fastidio già dalla base: la cascata è stretta e non c’è la possibilità di fare due linee, eppure, anche dopo avergli detto che dovevano aspettare, cominciano a salire. Quando Sina è quasi pronta per affrontare il candelotto del terzo tiro, molto stretto e con ghiaccio buono solo a destra, vediamo uno di questi partire e tentare di fare una linea a sinistra; a quel punto Sina non può più tacere, e comincia con voce educata ma decisa a fargli la ramanzina: “Scusa tu? Cosa stai facendo? Stai superando 4 cordate! Devi aspettare il tuo turno come gli altri! E la linea di sinistra è precaria! Rischieresti di colpire qualcuno con scariche di ghiaccio!”. I ragazzi in attesa attorno a noi, che prima non avevano avuto il coraggio di dire niente sono attoniti… e guardano Sina con ammirazione e un po’ come fosse un’aliena! Ma chi è questa ragazza con così tanta autorità nella voce?! Sogghignano e subito prendono in simpatia la nostra cordata femminile.24893030305_c589f220e7_o

Intanto lo sgridato non può far altro che far dietro front con le orecchie basse… su cascata non capita spesso di essere redarguiti da una donna, e quando succede si sente l’imbarazzo addosso!

Intanto il candelotto si rivela duro, ma non per Sina! Solo per me e Giulia che andiamo da seconde. Su questa lunghezza capisco la differenza tra III grado appoggiato e scalinato e muro verticale, faccio talmente fatica che mi tocca lasciare una vite da togliere alla povera Giulia che mi segue e che fatica quanto me… Intanto le altre cordate si sono ritirate e rimaniamo solo noi con degli inglesi silenziosi e con la neve che cade sempre più fitta. Che pace e che atmosfera! Il paesaggio sta cambiando visibilmente, da verde diventa bianco. 

24597569380_5535d91f25_oArrivate alla fine della cascata decidiamo di calarci in doppia perché per il sentiero ha nevicato troppo. Una a una vedo sparire le mie compagne nella fitta nebbia per poi sentire la loro presenza dal grido “libera”!

In un battibaleno mi ritrovo catapultata nel calore del bar assieme a tutte le ragazze del meeting. Ordino un fantastico panino con tomino, lardo e miele e mi godo il chiacchiericcio e il racconto delle reciproche avventure della giornata.

E’ ora di partire per casa, usciamo dunque verso le macchine sotto una neve che non accenna a diminuire, sbatto gli scarponi e chiudo la porta del furgone. Un clunck che mi riporta definitivamente verso il mondo di casa.

Ciao cascate! Mi siete piaciute!!

AUTRICE: Mariana Zantedeschi

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