LA CENA “DEI COSCRITI” E RIFLESSIONI ALPINISTICHE

DSCN2921Ieri sono andata alla cena “dei coscriti” (anche se andrebbe con doppia t, ma da noi si pronuncia così…), sapete cos’è? E’ una cena che in paese raduna tutti i ragazzi dello stesso anno, l’88 in questo caso.

Ebbene mi sono presentata là dopo una scialpinistica, sveglia alla 5.00, fatica indegna, cima, panorama stupendo, felicità… insomma le solite cose. Prima sono passata da casa ovviamente, dove mi sono fatta la doccia e mi sono vestita bene, pure ho messo un velo di trucco! Più di così non potevo fare, cioè non avevo proprio i mezzi: scarpe fighe, vestiti alla moda e di marca o ulteriori aggeggi per truccarmi.

Sono andata sapendo che mi sarei sentita come sulla luna, ma mal equipaggiata! E chissene importa: ognuno è come è, diverso dagli altri, ed è questa la richezza. E così viaggiavo a mio agio tra ragazze che per gli standard della moda erano veramente veramente cool…

E mi si chiederà “e che c’entra tutto ciò?”. Ieri sera mi sono trovata a confrontarmi con le mie abitudini: rincorrere avventure selvagge che mi portano inevitabilmente lontano dagli ambienti del conformismo, quali per esempio i centri commerciali. Investire i risparmi in attrezzatura e benzina piuttosto che in vestiti alla moda. Ore passate a studiare relazioni e itinerari invece di trovare nuovi abbinamenti per gli abiti.

Tenevo aggiornato il mio ragazzo in tempo reale con messaggi ironici, del tipo:

Casso… qua sono tutti già sposati.

E tutte mangiano le cipolle fritte con le posate, solo i maschi e la Mariana con le mani!!!!

Sono quasi l’unica con le scarpe basse, ma ora so che tacco va di moda… provvederò.

Credo dovrò comprarmi un rossetto.

In una serata mi sono resa conto di quanto io sia estranea a un certo mondo, e c’è chi mi dirà “buon per te!”, ma mi sono resa altrettanto conto di quanto io sia alienata, in un altro mondo però: quello dell’alpinismo! E sono convinta che questo faccia altrettanto male.

Essere drogati di scarpe all’ultimo grido o essere drogati di avventure credo, non so bene come, ma che in fondo in fondo sia la stessa cosa. E che se si chiama conformista il mondo fashion fuori dall’alpinismo, si possa trovare del conformismo anche nelle nostre abitudini, che viviamo a volte in modo nevrotico.

E, ancora, ho notato incomunicabilità tra questi diversi mondi, quando mi chiedevano “che fai adesso?” evitavo di parlare di alpinismo, anche se è, dopo il lavoro, la cosa principale che faccio! Assurdo dunque non parlarne! Ma non ci riuscivo, perché… perché… “cosa capiranno mai? Che sono pazza!”, e allora ho taciuto.

Male, molto male mi dico ora, avrei dovuto invece dire, raccontare ed esprimermi, e invece ho fatto vincere il superficiale e il politically correct: “Faccio il tal lavoro, ho il ragazzo, no non conviviamo ancora”, ecc. Insomma ho lasciato vincere l’incomunicabilità. Un vero peccato. E anche una vera noia.

Mi rendo conto che questi sono strani pensieri, non universalizzabili e non approfonditi, strambi, “prendi la vita con più leggerezza!” mi si dirà forse. Vivo nel dubbio, e vorrei capire meglio, parto da questa cena “dei coscriti” per riflettere su chi sono e chi voglio essere domani, anche come alpinista.

Mariana

2 pensieri su “LA CENA “DEI COSCRITI” E RIFLESSIONI ALPINISTICHE

  1. Claudia

    25/30 anni fa urlavo al mondo intero quanto mi piacesse fare alpinismo! Le mie compagne di scuola mi avevano soprannominata “Messny” (diminutivo di Messner….)! Tutti sapevano e vedevano nei miei occhi la gioia e l’entusiasmo per quello che vivevo. Raccontavo le mie piccole e grandi avventure, la montagna era diventato il mio luogo. Ero diversa: il mio abbigliamento era lo stesso di quando ero bambina, il mio aspetto fisico non era curato (beh, tuttora non è cambiato molto…) le mie gambe avevano sempre un’abbronzatura a strisce causata dai pantaloncini corti e dagli scarponi con calze fini a metà polpaccio. Ma tutto questo era orgoglio per me, perché indice di “post gita” in montagna, di avventura, di vita nella natura! In quello stato ovviamente il moroso non lo avevo, ma nemmeno ci pensavo al moroso!
    Raccontavo del fascino dei fili d’erba imprigionati nel ghiaccio di una cascata, del caldo silenzio in cima ad una vetta, del profumo della roccia, del vento gelido sulle guance, della vastità di un cielo stellato,….
    Ho contagiato altre amiche! E abbiamo vissuto tantissimi belle avventure sui monti.
    Poi, diventando più grande, il lavoro, mille impegni, sempre meno tempo e un fisico che ha iniziato a limitare grandi imprese, l’entusiasmo ha iniziato a scemare.
    Fino a che, circa un anno fa, saltano fuori le “ragazze bla bla bla”!!!!
    che meravigliosa ed incredibile sorpresa!Queste ragazze sono proprio come ero io allora!
    Vi prego ragazze, divulgate, parlate, raccontate a tutti quanto sia bello l’alpinismo! Perché soltanto guardandovi negli occhi, avete risvegliato in me quell’entusiasmo sopito.

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  2. Matteo

    Non so se sono alienato o no e non me ne frega niente: sono contento!
    Le donne “a strisce” sono le più belle e basta. Dopo anni di avventure e arrampicate con la mia abbiamo provveduto a produrne un altro paio, ovviamente “a strisce” anche loro (anche se loro L’unico problema è che ormai a 13 e 15 anni, stanno iniziando a darmi la paga e la cosa mi secca un po’…
    Continuate così ragazze e non fatevi menate: siete le più fighe e le più simpatiche
    Matteo

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