“VAI SPESSO IN MONTAGNA CON QUESTA TUA AMICA?” – “CON MIA MAMMA? SÌ!”

Il nord ovest interviene e dice: figo un blog di montagna al femminile!!

io ed eli sci

Elisa e laFrà in una scialpinistica!!

Già prima che prendesse concretamente forma, l’idea mi era sembrata interessante. Ricordo la Frà, caparbia, alle prese coi rudimenti dell’informatica e poi tutta soddisfatta per la nascita del blog. Eravamo in un piccolo appartamento alle pendici del Monte Bianco, nella valle che ci ha fatte incontrare, conoscere e che ci ha regalato l’inizio di un’amicizia preziosa. Un incrocio casuale di vite si può dire, ma poi coltivato e curato, tra sciate, cene e soprattutto, l’ospitalità nella sua casetta aostana. L’ho ammirata da subito “laFrà” e probabilmente i suoi racconti, la sua voglia di avventure e la sua gioia hanno accelerato quel processo di avvicinamento alla montagna che era appena scattato in me. Desiderio per quelle cime, ma comunque rispetto e conoscenza dell’ambiente alpino, sempre in sicurezza, sempre con umiltà, insomma, un bell’esempio!

un'altra delle nostre avventure insieme... nella valle di Cogne!

un’altra delle nostre avventure insieme… nella valle di Cogne!

Poi lo studio e il lavoro ci hanno riportate rispettivamente alle origini, lei a Verona, io a Cuneo. E’ bello seguire le sue avventure sul blog e dato che ultimamente vivo spesso la montagna “al femminile”, ho colto al balzo l’invito ad intervenire.

L’idea presuntuosa che oggi racconto è nata per caso, dal desiderio di osservare dall’alto valli meno note, dall’attesa (per qualcuno) dei paesaggi canadesi e forse un pò è cresciuta a causa (o grazie) ai divieti posti…

il parco naturale del Mont Avic (3006m)

il parco naturale del Mont Avic (3006m)

“Salve, buongiorno, il parco naturale del monte Avic? Sicuri, troppa neve? Anche coi ramponi? Ok, grazie…”. Testarde, le donne.

Non posso considerarmi una grande alpinista. Nemmeno un’alpinista e basta. Nemmeno una grande camminatrice. Mi considero un’amante ancora un pò timorosa, che si avvicina e osserva l’oggetto del desiderio, e più le distanze s’accorciano, più la passione divampa. E’ chimica, non c’è dubbio. Ma è necessario farsi trasportare con moderazione, misurare passo passo limiti e capacità.

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le compagne di avventura in montagna! Eli e la sua super mamma

E per questo ho una grande maestra. Testarda e ottimista, questo un pò me l’ha passato, la mamma. Lei coltiva questa passione da anni e da un paio ripete spesso: “Mai avrei pensato di salire fin quassù con mia figlia” (io, invece: “Mai avrei pensato di salire fin quassù”). La coppia si è formata inizialmente  sulla bici da corsa, su e giù per le montagne cuneesi, poi l’inverno l’ha confermata con lo skialp ed ora si può dire collaudata tra le cime estive, sul mio primo 3559 m e spero, in un futuro non lontano, sul mio primo 4000m. Un cammino prezioso, che ci ha fatto riscoprire un rapporto mamma-figlia tutto nuovo e nostro, che ora custodiamo un pò “gelosamente” (lei in particolare, quando la scambiano per “una mia amica”). L’anno scorso per concludere degnamente la stagione ci siamo comprate la maglia da bici uguale e abbiamo organizzato una tre giorni con prima tappa sul colle dell’Agnello, quest’anno puntiamo alla conquista di una serie di cime e piano piano miglioro la tecnica e allungo il passo…prima o poi supererò la maestra (forse).

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Uno dei tanti laghi incontrati nella gita

Ed eccoci pronte per una nuova avventura al femminile, sci ormai sepolti nei ricordi, scarponi, grinta: via per il giro dei laghi! Gita di due giorni: peccato non averli, bisognerà allungare il passo per non accorciare il percorso. Il paesaggio cambia continuamente e i primi laghi si raggiungono in leggerezza, tra ampi prati, boschi e torbiere.

Lac Blanc, Lac Noir, Lac Cornu, salutiamo gli unici umani presenti al rifugio Barbustel e proseguiamo verso le Gran Lac, secondo bacino per grandezza in Valle d’Aosta. E qui inizia il bello.

Neve. Tanta neve. Prevista, tra l’altro. Non previste: le tracce nascoste sotto il mantello bianco, i prati sterminati cosparsi di laghi (tutti maledettamente uguali), una cartina dettagliata ma non-così-dettagliata, l’orologio che scorre e, soprattutto, Zeus ed elementi luminosi e sonori annessi.

Pendio impegnativo su nevai attenti a sotterrare ogni tacca gialla, passo che accelera proporzionalmente al battito cardiaco e alla frequenza dei tuoni, la mamma dietro che, pacifica, ricorda “Se inizia a piovere chiudiibastoncinieinfilaliatestaingiùnellozaino”.  Un rombo minaccioso e lo spontaneo grido “Mamma!” ed ecco, rapidamente, guadagniamo il colle. 2800 m. Il verde dell’erba è una speranza ancora precoce per un giugno che fa solo capolino e non per niente la direzione è quella del Lac Gelé. “Fàchearriviamoalmenoallagofàche…”. Qualche metro di cresta, poi la decisione. Giù da qui. “Mamma, ma noi dobbiamo fare un anello, se andiamo giù di là non torniamo verso la macchina!” Ricontrolla la cartina, ricontrolla le indicazioni della gita. Proviamo da qui. E finalmente, dopo aver perso qualche metro, la magnifica, adorata, agognata tacca gialla.

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discesaaaaaaaaaaaa! si scia anche qui!!

Ma è presto per tirare il fiato. Il pendio non scherza e la gamba che ogni due metri in avanti sprofonda di uno, nemmeno. Eppure davanti a me c’è una figura allegra e spensierata felice di scendere “sciando”. “Fai come meeee, sciaaa!”. E’ contagiosa e ci provo. E dopo 9 ore, quando raggiungiamo la civiltà, ecco la onnipresente domanda: “Ma come, è già finita la gita???”.

Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d’intorno che mi infondano molta paura.

Jean-Jacques Rosseau

Elisa Terrana e “il capo”

2 pensieri su ““VAI SPESSO IN MONTAGNA CON QUESTA TUA AMICA?” – “CON MIA MAMMA? SÌ!”

  1. antonio terrana

    figlia Elisa e moglie Cinzia la montagna in neve non mi coinvolge ma la vostra passione suscita grande ammirazione vi abbraaaaaaaaaaccio papi Anto

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