COLORI

Era un periodo intenso. Bello o brutto non so, sicuramente importante.

11745698_10207221917296239_7713716544786670592_nSi stavano aggiungendo pagine al libro, ma nei nuovi capitoli lo scritto aveva cambiato colore.

Nuovi toni che permettevano disegnare emozioni mai provate prima. Forti, pugni nello stomaco, eccessive come grappa casareccia, delicate come palpebre di bambino. Caldo, freddo, luce, buio. Dinamicità nella staticità. Troppo, era troppo. Era caos.

Volevo marrone, verde, azzurro, grigio; i miei soliti colori. Dovevo ripartire, attiva, da quella che era sempre stata la mia fonte di tranquillità e riflessione per apprezzare appieno quel turbinio…

 

Sofi: “Ivo, sto impazzendo!”

Ivo: “Hm, sa gheto?”

(tradotto: “Dimmi amore mio, cosa ti turba?”)

S: “Devo andare in montagna, non ce la faccio più. Sai da quantʼè che non tocco roccia? Mi piacerebbe fare una vietta, facile, tipo 4 tiri, spittata, comoda, per ricominciare; ma non saprei con chi”.

I: “Prova con Mr.G!”

S: “Hmm… MrG…”

MrG: “Ciao Sofi, domani andrei a fare una via con Silvi e un altro amico, sul Bafelan, ti unisci? Alpinistica, 8 tiri, 250mt, IV°-V°, e dovresti tirare tutto te perché Silvi non se la sente, cosa dici? Ah, però l’avvicinamento è breve, 20’ ”.

 

Deglutisco, ragiono sulle mie capacità e libero la mente. È da due anni che non faccio alpinismo… Rinunciare? Accettare? E il mio bimbo? Se non riesco nel passaggio duro? Dicevo non avrei mai fatto una via sulle Piccole per la tipologia della roccia! Se mi perdo? Se non ricordo come montare una sosta? Se…AAAAAAHHHHHHHH!!!!

“Vengo, me la sento, tiro tutto io!”.

Sarà la mia prima via alpinistica, interamente da prima, con una donna e da mamma! Un macigno si stacca dalla mia persona, sono leggera come l’aria. Un sorriso stampato che niente e nessuno mi toglie.

Non vedo l’ora di godermi tutta l’ascensione, metro dopo metro.

Ultima poppata al mio bimbo e…partenza!

In volata arriviamo al passo. Troppa gente intorno a noi, ma basta l’avvicinamento per ritrovarci soli alla ricerca dell’attacco.

Passo dopo passo l’ago della bilancia che indica quotidianamente “terra”, pian piano si sposta fino ad indicare “cielo”, siamo arrivati alla fine della via.

Un panorama a 360°, magnifico, metafora di vita: Carega, in famiglia da bambina; Pasubio, adolescente con gli amici; ultimi anni nelle terre patavine, ora, da mamma, in cima e al centro di questa mia immaginaria circonferenza guardo con occhio dolce le meraviglie che un giorno spero poter condividere con il mio piccolo.

Sofia

Post presentato per: ALL’AVVENTURA, Blogger Contest.2015 di Altitudini.it

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