RHM 2015 parte II

È venerdì sera, ore 20:30 circa.                                                                                                                  Dopo un lungo ma paesaggisticamente interessante viaggio, eccomi tirare il freno a mano della mia Pandina, camperizzata per l’occorrenza, nel parcheggio del ristorante dove tutte le altre erano riunite per la grande cena finale.

Vedendo una ragazza vestita da climber le chiedo: “Ciao! Sei dell’RHM? Dove siete sedute?” – “English or Deutsch?” risponde lei, e subito respiro l’aria internazionale del raduno.

Che bello, emozionatissima ma… che fame! Sono infatti un po’ preoccupata per la cena, arrivare quasi un’ora e mezza dopo l’appuntamento a un convivio in area tedesca avrebbe potuto significare: a letto senza cena! Raus! Cucine chiuse! Ahhh!!! No, non volevo… con questo assillo da non sottovalutare entro, vedo la Giuli, la Mariana, la Claudi, che piacere mi fa e che emozione vederle tutte quante assieme, essere lì con loro, per un’unica ragione che ci unisce, la Montagna! Diverse generazioni, provenienze, aspetti… dev’esserci necessariamente qualcosa di magico in questa “Montagna” per riuscire a unire tacitamente queste diverse realtà. Tacitamente?? Non proprio… avreste dovuto sentire il BlaBlaBlio che c’era in quella sala! La Claudi mi stava dicendo qualcosa del tipo: “Spagna, …arrampicare, …anno prossimo, …”. Io vedendo Mariana con espressione di approvazione non potevo che fare altrettanto: “Certo certo, Claudi, certo!”. Ma io avevo fame!! E penso anche di essere stata un po’ stordita da tutto quel rosa molto acceso delle magliette della Wild Climb (grazie ancora!).

Mangiato antipasto, primo e verdure il mio cervello elabora: Organizzare il prossimo Rendez-vous, l’anno prossimo, in Spagna “noi” del BlaBlaBla. Realizzata la tesi, l’antitesi non cambia: d’accordo Claudia, ci proveremo, speriamo solo di esserne all’altezza e riuscire a soddisfare tutti i palati arrampicatori.

Rhm_2015

[Io comunque sono convinta che Claudia l’abbia fatto apposta a chiedermelo prima di cena e con l’abbaglio del rosa, se l’è studiata bene!!]

Sono contenta di questa richiesta fattami, sarà un modo per riallacciare rapporti arrampicatori che inevitabilmente il tempo ha reso lassi.

Tornando a noi, durante il banchetto ci si programma per il giorno dopo: ci sarebbe stata la giornata culturale. Un’esperienza che mi avrebbe sicuramente arricchito, ma mi si palesava davanti un altrettanto preziosa occasione: due delle Boss arrampicatrici italiane sarebbero andate a fare una via e io sarei potuta andare a farla con loro. Accetto questa seconda proposta, avrei potuto imparare ancora sull’arte dell’alpinismo, perfezionarmi e disfrutar della roccia dolomitica.

Sono al settimo cielo, sto a meraviglia, la sera prima di dormire leggo una, due, dieci volte la 044relazione: in realtà non c’è nulla da sapere!! Tutta dritta e per proteggersi tante clessidre. Ma io la leggo ancora una volta, non si sa mai!

Insomma, emozionatissima, felicissima, evviva! Evviva! …risultato? Alla prima sosta sono talmente agitata che mi ci vogliono tipo sei tentativi per riuscire a fare un barcaiolo 😥 che figura!! Proprio con Elisa e Monica!! Volevo sprofondare!!

In ogni caso la via riesce bene, anche se, a metterci un po’ di fretta, c’erano dei grassi nuvoloni neri alle nostre spalle –infatti non appena arrivati al campeggio avrebbe cominciato a piovere per smettere solo l’indomani mattina.

Nelle soste successive e nei giorni seguenti rifletto sullo stato d’animo in cui mi trovavo su quella parete, come stavo? Purtroppo, come altre volte nella mia vita, ho lasciato che l’emozione prendesse il sopravvento e non mi lasciasse esprimere al meglio. Sarà stata la situazione, il livello della cordata (non certo il loro atteggiamento, simpaticissime e gentilissime), la loro esperienza rispetto alla mia, il dover dimostrare che anche io “so andare” in montagna, ma qualcosa mi ha bloccato e non sono riuscita a esprimere le mie capacità.

Questo non toglie che io abbia passato una giornata fantastica, con due ragazze super simpatiche e che non abbia goduto della bellissima roccia dolomitica (in questa fascia) dei Lagazuoi (via M. Speciali V°, V°+, mt 300, O). Via intuitiva, roccia compatta soprattutto nel tiro chiave: qui diventa del tipico colore quasi nero dei colatoi, tratto verticale, emozionante! Numerose possibilità di proteggersi con cordini in clessidre nel tiro duro (8CL) e un paio di manciate anche nel resto della via, rientro breve anche se la prima metà di traversata su cengia è un po’ delicata.

In conclusione, grazie mille ragazze di cordata! Inoltre, con le vostre risposte alle mie centinaia di domande (povere!!) avete fatto luce su altrettante mie curiosità; l’esperienza è stata positiva e di crescita. Fantastica giornata. Daffogo vecio! (cit. Andreino).

Focus on rendez-vous’s women

Il mio breve (e metà piovoso) soggiorno non mi ha permesso di indagare a fondo su alcuni aspetti di carattere psicologico delle componenti del gruppo come avrei voluto, sono per cui rimasta con la stuzzicheria di approfondire per lo meno una delle curiosità, o meglio atteggiamento, nei confronti dell’alpe di queste forti alpiniste (soprattutto extra-italiane): c’è altro che riempie le loro vite come la montagna? Famiglia? Compagn*? Amici? Lavoro? Altri interessi? Lasciando ai posteri, o meglio al prossimo RHM, la sentenza (o per lo meno l’indagine), trascrivo una paginetta di Verticali, libro della Destivelle, che leggevo giusto in quei giorni di riflessione e che condivido pienamente:

 “Ammiro l’energia di certi alpinisti la cui vita sembra esclusivamente consacrata alla loro passione e che concatenano scalata dopo scalata, parete dopo parete –e so che diventeranno di pessimo umore quando l’età non permetterà più loro di fare delle uscite!- ma non è questo che cerco io. In tal senso mi sento quasi fuori dal mio ambiente, perché anche se non arrampico tutti i giorni non ne sento la mancanza. Sforzarmi non porterebbe a niente, perderei il piacere e non avrei certamente né la motivazione né l’energia necessaria per coinvolgermi a fondo nei progetti che mi stanno a cuore”.

 Insomma, quel che penso è che in medio stat virtus… e loro?

AUTRICE: Sofia Lonardoni

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