RITROVO SUI MONTI!  Impressioni sul nostro primo RHM internazionale!

PARTE PRIMA

Il tendone comune, per organizzare le nostre gite!

Il tendone comune, per organizzare le nostre gite!

RHM? A cosa sta questo acronimo? Rendez vous Houtes Montagnes, cioè Ritrovo in alta montagna! Quale frase più appropriata… già… anche lo slogan del nostro blog richiama questo concetto: Ma che bello andar per monti tra ragazze!

E con queste premesse non potevamo mancare a un raduno così accattivante!

Di questo raduno internazionale di alpiniste abbiamo già parlato nello scorso articolo, dove ne abbiamo delineato il profilo. E ora eccoci qua a raccontarvi la nostra esperienza.

Da Verona siamo partite per la val Badia in quattro, a dir la verità non tutte assieme, ma alla spicciolata, chi un giorno solo, chi un weekend e chi (fortunata) l’intera settimana. Ma non per questo siamo state scollegate, arrivando e partendo è come se ci fossimo passate il testimone dell’entusiasmo… fatto di sms, chiamate e domande impazienti (“mi vuoi raccontare cosa sta succedendo?? Aggiornami!!).

Eccoci qui dunque a raccontarvi in breve quest’alpinistica settimana!

Al Randez Vous c'è posto per ogni giovani di ogni età! ;-)

Al Randez Vous c’è posto per giovani di ogni età! 😉

MARIANA: Sono la fortunata che è potuta rimanere tutta la settimana e assaporare fino in fondo il clima… giunta al campeggio piena di curiosità e voglia di mettermi in gioco ho visto arrivare pian piano diverse macchinate da tutta Europa: Svizzera Germania, Paesi Bassi, Inghilterra, Austria, Slovenia, Cechia e Slovacchia. Non solo un mix di lingue, ma anche di culture alpinistiche diverse, sentite ad esempio questi due episodi:

 

  1. La sera ci trovavamo nel tendone a programmare le ascensioni del giorno dopo consigliandoci a vicenda… dopo aver scelto la mia sobria via (via Alverà – massimo V) ho dato un’occhiata alla scelte delle mie vicine, e sono rimasta giusto un po’ stupita! Due donne vicine alla sessantina avevano scelto una via di VI di quasi 20 tiri con tempo incerto! Ma chi erano queste aliene?! Erano ceche (o slovacche?), Lena con la sua compagna di cordata. “E già” pensavo… “la tempra dell’Est non è esattamente come la mia… è molto più audace!”. D’altra parte però dopo essere state la prima cordata femminile ad aver fatto la Via degli Inglesi sul Badile in invernale… una via in Dolomiti che vuoi mai che sia??
  1. Un giorno di pioggerella siamo andate in falesia (Falesia del Lagazuoi, passo Falzarego). Con estrema mollezza (e chi voleva essere lì col bendiddio che c’era attorno?) stavo scalando su un 5a/b, mi giro e chi vedo attaccata via su un tiro chiaramente più sostenuto? Christel (spero si scriva così), non riusciva a raggiungere uno spit e aveva lo spit precedente a livello pancia… ottima posizione, io mi sarei già appesa! Ma lei no, vagava sulla roccia tranquilla, provava di qui, provava di là, saliva, scendeva, insomma prima di penetrare il passaggio sarà stata appesa 5 minuti, tempo scaduto per me… Io mi sarei tranquillamente seduta in resting.

Vedere questa forza, vedere quanta energia si può avere mi ha dato tantissima carica, di nuovo ho visto che si può! Si può osare, osare nell’allenamento, alzare i propri obbiettivi, non necessariamente per arrivare a quell’età ancora scalando, ma in generale per far fruttare al meglio quello a cui teniamo.

Da sx: Elisa, Giuliana e Monica

Da sx: Elisa, Giuliana e Monica

Ho avuto poi l’immensa fortuna di scalare con alpiniste italiane molto forti: Elisa, Giuliana e Monica!

con loro mi sono avventurata su una via che pensavo non fosse alla mia portata (via Gaudeamus, Col dei Bòs, Passo Falzarego, una via a spit da integrare), aveva infatti un passo di VI-, e mai l’avrei scelta senza una compagna di cordata che mi dava “corda” (in tutti i sensi, anche nel voler provare e nel voler buttarsi).

Giuliana appena uscita dal passo di VI-

Giuliana appena uscita dal passo di VI-

Con loro mi sono sentita stimolata e senza rendermene bene conto mi sono ritrovata sul mio primo VI-, e rispettando l’alternata l’ho affrontato da prima! Sarà stata l’emozione, ma dopo aver messo il rinvio nello spit ho azzerato… dopo gli azzeri di solito tendo ad andare un po’ “nel pallone”, e invece stavolta sono riuscita a continuare in libera, ero molto impegnata ma allo stesso tempo tranquilla.

Un altro passaggio per me dalle forti sensazioni

Un altro passaggio per me dalle forti sensazioni

 

A fine via avevo sensazioni fantastiche, non so ancora dire se la via mi è piaciuta come arrampicata, ma quello che sicuramente ricordo e che mi rende felice è la sensazione lì sperimentata di avventura e di nuovo.

All’RHM in generale ho imparato un sacco, non solo a livello tecnico ma anche a livello umano, ad esempio ho potuto confrontarmi anche su questioni di alpinismo-donne più ampie, come conciliare compagni-vita familiare-altre cose senza necessariamente mollare la propria passione, ma… magari per adesso basta così!

Lascio la parola ad Anna… nel prossimo articolo!!

AUTRICE: Mariana Zantedeschi

Ps: L’RHM è un raduno che si autofinanzia, ringraziamo così chi ci ha dato una mano, ad esempio Mauro Marcolin che con Wild Climb ci ha fornito le magliette! Rosa shocking… il colore ci ha davvero scioccato!

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