TRAMONTI, SCALATE E RITIRATE… CHE AVVENTURE!

GIORNO 1

spigolo giasenelliCAMILLA: Ultimo esame della sessione, ricerca di una camera dove vivere l’anno prossimo, organizzare mille cose prima della partenza per le vacanze, sentirsi una trottola che gira all’impazzata da una parte all’altra cercando di far tutto, insomma c’è proprio bisogno di andare in montagna per ricaricarsi di energie! Eccoci quindi in macchina, Mariana ed io alla ricerca di un’avventura tra i monti…

MARIANA: Sono partita da Verona tutta pimpante, ho recuperato a Padova Camilla e in un batti baleno ci siamo trovate in Val di Zoldo, dirette al bivacco Carnielli-De Marchi, 800m più in alto del parcheggio, proprio sotto la parete che volevamo salire: lo spigolo Ovest dello Spiz di Mezzo.

bivacco CarnielliUn mega sorriso, un batti cinque, lo zaino in spalle e via, iniziamo ad incamminarci verso l’alto. Il sole, il cielo azzurro e il profumo di bosco ci danno subito il benvenuto. Intorno a noi si apre un panorama mozzafiato, il Pelmo e il Civetta sono lì, imponenti davanti a noi e mi fanno sentire proprio a casa. Già dopo i primi pochi passi sento un sorriso che inizia a nascere nel cuore e allargarsi sempre più, sono felice, mi sento proprio nel posto giusto al momento giusto.

Che fatica però la salita, gli zaini sono davvero pesanti e le rocette da superare tante, ma la vista del bivacco fa scomparire la fatica in un attimo. Un puntino rosso circondato da una catena di montagne che sembrano non finire mai, una più bella dell’altra. Lo sguardo si perde in quell’immensa bellezza di colori: rosso, azzurro, bianco, grigio, giallo, verde chiaro,verde scuro, e via all’infinito.

Giunte alla nostra casetta rossa abbiamo trovato due cordate appena scese dalla nostra stessa via che ci hanno accolto con un bel: «Non mi è mai capitato di veder salire quassù due ragazze!!» … mah… eppure le gambe ce le abbiamo anche noi! 

Poi il dialogo si è fatto più costruttivo e paritario, ci dispensano buoni consigli… e a dir la verità poco rassicuranti! «Quanto ci avete messo?» – «Tantissimo!!» (facce devastate) – «C’è qualcosa che dobbiamo sapere della via? Non so tipo chiodi che ballano? Soste da rinforzare o cose del genere?» – «Ah chiodi pochissimi! Ma nei punti duri sì, ma che relazione avete?» – «Quella del tipo che scrive per le guide x» – «Ah no no lasciate stare!! Quello va su dritto per dritto sul duro! Prendete questa, noi ci siamo trovati meglio! Questo va a cercare i punti deboli della parete… poi l’attacco non so eh… mica l’abbiamo ancora capito!» – «Ah sì perché la relazione dice che il primo tiro ha roccia delicata…» – «Delicata e basta?? E poi orientarsi è un casino…».

la linea corre proprio lungo lo spigolo a dx

la linea corre proprio lungo lo spigolo a dx

Il nostro meritato riposo si fa ancora un po’ attendere, decidiamo infatti di andare a vedere l’attacco della via (10 min dal bivacco) per poter essere più rapide l’indomani. Scelta giustissima! 4 relazioni diverse, uno spigolo e una sola traccia da trovare; da varie prospettive osserviamo la nostra via e la ripercorriamo con gli occhi: camino, fessura, mugo, diedro, spuntone, gendarme e la linea si delinea nelle nostre menti, “sensazioni positive” continua a ripetere Mariana, siamo pronte e cariche, ma per ora è il momento di andare a preparaci la cena, alla via ci penseremo domani.

Eravamo alla ricerca di avventure? Ecco che allora anche la cena ce ne procura qualcuna.

accendino accenditi!!

accendino accenditi!!

“Oddio l’accendino non va!!!!!!!!”, BAM pure si rompe… maledizione! Ok che mi sentivo bene ma la prospettiva di digiunare dopo quella salitona e in vista di una via impegnativa proprio non mi allettava!

Ma figuarati se in bivacco non c’è un accendino… e infatti Camilla lo trova ma… non va. M***a. «Ehi ma ce n’è un’altro!! E funziona!!».

Dopo qualche disavventura dunque riusciamo finalmente a goderci un bel risotto (al dente) davanti ad un’infinità di tramonti. Sì, proprio un’infinità di tramonti, o forse un tramonto infinito, uhm direi un’infinità di tramonti infiniti 😛

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Infinità di tramonti infiniti!

Mangiando stavamo per lo più in silenzio, lasciano dialogare i nostri occhi con il tramonto. Camilla è una persona speciale, che riesce con il suo entusiasmo a farmi notare il bello in ogni cosa: nel bivacchino rosso, nel tramonto che ogni cinque minuti è diverso, nella forma della nuvole, nei profili del Pelmo e del Civetta e in tutta la natura che ci circondava. Permeate da questa bellezza siamo andate letto, pregustandoci la salita dell’indomani.

GIORNO 2.

Il sole fa capolino...

Il sole fa capolino…

Driiiiiin e l’avventura comincia!! Per le previsioni meteo abbiamo deciso di svegliarci presto, usciamo con l’alba che già illumina la valle, il clima è perfetto per fare una via a Nord-Ovest senza patire il freddo. Tutto è perfetto.

Siamo pronte per l’avventura, percorriamo rapide l’avvicinamento e con gli occhi seguiamo la via che ci aspetta, un batti cinque e via, si parte verso l’alto!

Mariana attacca il primo tiro, un marciume traballante, ma con sangue freddo e grande stile sembra lo passeggi tranquillamente. Ci susseguiamo in alternata, quante sensazioni meravigliose ti dà la roccia, il tastarla alla ricerca dell’appiglio perfetto…

…e lì era necessario vista la qualità della roccia: “tascabile” per la precisione…

cu cu!

cu cu!

…l’attenzione nelle fessure per infilarci un friend, la gioia di quando trovi una clessidra o uno spuntone, passo dopo passo l’entusiasmo aumenta e la cengia di partenza si fa sempre più piccola. Il panorama è sempre grandioso, solo quello ti trasmette una carica e una felicità pazzesca.

spigolo gianeselli

Fessura fantastica!

Eccoci al 5° tiro (4° per noi, perché due li abbiamo concatenati), è il mio turno, parto, già dopo pochi metri trovo un passaggio che mi mette alla prova ma gli incitamenti della mia compagna mi fanno credere in me e superare, anche se non proprio con grazia, quel passaggio, poi filo via veloce. Ecco che mancano solo due metri alla sosta sopra ma di nuovo trovo un passaggino che mi richiede uno sforzo in più.  Di fisico ci sarei, vedo un chiodo a cinquanta centimetri da me, ma è un passaggio aereo, esposto e di testa non mi fido, sento proprio che non arrampico da troppo tempo, una volta non avrei avuto dubbi, sarei salita subito, ma oggi no, preferisco non arrischiarmi troppo. Scendo un poco, faccio sosta e aspetto la mia compagna che in un attimo supera il passo.

Accidenti a me! Oltre a superare il chiodo supero pure la sosta ed arrivo in un poggiolo che sembra fatto apposta per sostare… eppure di chiodi manco l’ombra, vabbè questo sasso incastrato fa al caso mio: “Camilla!!!! Salendo dai un’occhiata se vedi la sosta!!!”. La trova tre metri sotto di me, guardo in giù e vedo che da una lato posso disarrampicare facilmente, tuttavia è una bella prova psicologica. Ma qui non si può mollare, il prossimo tiro tocca di nuovo a me e mi preparo.

sempre estremamente fashion…

Ci scambiamo un sorriso e via di nuovo, Mariana percorre un traverso un po’ esposto e poi scompare ai miei occhi, ma attraverso la corda la sento avanzare fino a quando grida: “Camilla, recupera tutto”, io non capisco subito ma inizio a recuperare la corda e dopo poco ecco che mi ritrovo davanti di nuovo la mia compagna. Mi spiega la situazione e mi dice: “Direi di ritirarci”, cavoli che coraggio ha avuto a disarrampicare un intero tiro, mi fido di lei e accetto la sua proposta.

Il traverso di circa venti metri complessivi era completamente su roccia piuttosto marcia eccetto una breve placchetta, avevo piazzato dei friend in alcuni buchi ma era chiaro che se fossi volata gli arnesi più che tenere avrebbero fatto letteralmente esplodere la roccia… 

Infine dopo il traverso dovevo scendere “su spuntoni” lungo un diedro grigio e trovare due chiodi di sosta, bene, scendo “su spuntoni” e… sì sicuramente da qualche parte la sosta c’era, probabilmente ancora più in basso, ma di altri sicuri appigli neanche l’ombra… col cavolo che avrei fatto un passo in più rischiando un volo da luna park!!

Calcolando il tempo che avevamo perso, il meteo che dava brutto nel pomeriggio e che l’ultima sosta era anche l’ultima che permetteva calate sicure decido di fare un psichedelico dietro front.

Subito iniziamo a riflettere su quante doppie dovremo fare, calcoliamo tre doppie da 60 metri ciascuna.

E calcolo anche il materiale da ritiro che mi sono portata dietro (che mossa!!): scusa Sonja se ho sacrificato due tuoi cordini te li ricomprerò, e grazie Beppe delle maglie rapide regalate!

Con assoluta precisione iniziamo ad attrezzare la prima sosta per calarci. Prima doppia, seconda doppia e infine una terza, arriviamo a terra alla perfezione.

Sembriamo artiste… calcoliamo al millimetro le verticali per evitare qualsiasi incastro dei vari nodi e la fortuna è con noi.

DSCN7289Nessun intoppo. «Ci siamo fatte un aggiornamento di arrampicata tutto nostro» mi dice la mia compagna, e in effetti, direi di sì.

Ci battiamo il cinque e ci sentiamo felici, direi che l’avventura l’abbiamo proprio vissuta!

La vetta mancata brucia un po’, ma non voglio farmi prendere da giochi di conquista, a casa e in montagna ho in programma ben altre avventure da vivere! Oggi va bene così! E con il surplus di aver imparato e imparato ancora.

Al bivacco ci rifocilliamo di cioccolata e gallette e poi giù per la discesa infinita. Ma tutto è sopportabile se  a valle ci aspetta un bel cono gelato che ci fa concludere il weekend con gusto!

yahuuuuuuuu!!!

Camilla e Mariana

La galleria completa la trovate in IMMAGINI – Via Spigolo Gianeselli

3 pensieri su “TRAMONTI, SCALATE E RITIRATE… CHE AVVENTURE!

    1. 4810mdiblbablabla Autore articolo

      anche a noi hanno detto di stare attente alle zecche… ma siamo state più che fortunate!
      Se non hai dormito al bivacco vuol dire che hai fatto tutto l’avvicinamento + via in un colpo solo… basta ma chi è bonatti? il nostro mito ora sei tu!!! ahahah 😉
      alla fine noi abbiamo seguito la relazione di Brigo (che ne ha fatte anche per le guide “quarto grado”), ci avevano detto che era meglio lasciar perdere… ma noi fino al 5° tiro ci siamo trovate benissimo, poi ci siamo calate.

      bè visto che ci siamo ti chiediamo dove cavolo è la sosta “nel diedro grigio alla fine di un traverso bello lungo su cornice” (il traverso è il 5° tiro), brigo dice che bisogna “disarrampicare su spuntoni”… ma io mi sono calata un po’ ma non ho visto nulla, poi non mi sono più fidata… tu hai segreti da svelare? perché dobbiamo tornare!!!

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