E’ LA MONTAGNA CHE COMANDA. Punto.

P1100974Ho una settimana di ferie a metà maggio!!! dove andiamo???

Anna: ” Al mare? Ti prego, ti prego, ti prego!!! ”
Seba: ” …” (si gira dall’altra parte).
Anna: ” Al mare? Ti prego, ti prego, ti prego!!! ”
Seba: “…” (non c’è più, sto parlando da sola, sto parlando ai muri??!!).
Anna: ” OK, ANDIAMO IN MONTAGNA.”.
Seba: “…” (spunta dal nulla con in mano 4810 guide di arrampicata fornite dal Luc…come?quando???).


Anna: “Vabbè, ma c’è ancora neve!andiamo a sciare!?).

Scrivo a degli amici in Valle D’Aosta. Là c’è ancora neve ad alta quota.

Poi ripenso…ma che fatica; chi me lo fa fare di fare tutta quella fatica con gli sci???

Ok, “abbiamo” deciso: e DOLOMITI sia.


Partiamo, c’è il sole, c’è caldo! Wow, tutto sembra perfetto.

Prima via dell’anno a trad.

Che scago! No, non me la sento, ci provo, ma è troppo difficile per me.

Arriviamo in vetta. Un po’ di amaro in bocca…era troppo per me.

Giorno dopo: scegliamo una via al mio livello, facile facile.

Ok, partiamo, ok, è facile. Wow!

Vado avanti, sicura, mi giro, facciamo le foto, ah che bello! E’ esattamente qui che voglio stare!

Tocca a Seba; ad un certo punto sento un boato immenso. Urlo, ci spiattelliamo contro la parete; mi giro verso destra e vedo una scarica di sassi enormi che cadono a pochi metri da me. Massi enormi.

Alla nostra destra c’era una cordata che faceva giusto una via accanto alla nostra via perfetta facile che avevamo scelto con cura per me.

Seba riparte, và a sinistra, troppo a sinistra. Ha deciso di andare su un’altra via lì accanto, lontano dall’altra cordata, lontano dai massi enormi.

SEBA E LA MARMOLADA INNEVATA

SEBA E LA MARMOLADA INNEVATA

E’ sullo spigolo, è dura, c’è vento, fa freddo e io sono terrorizzata.

Non abbiamo la relazione. Voglio scendere; e scendiamo.

Siamo tristi…ok, facciamo un giro; andiamo a visitare posti che non abbiamo mai visto. Wow, ma sono così grandi e meravigliose le dolomiti???

Un temporale ci fa correre veloci!

La quiete dopo la tempesta; sono più tranquilla. Domani ce la faremo, domani conquisteremo una vetta.

TRE CIME DI LAVAREDO

TRE CIME DI LAVAREDO

Scegliamo un posto incantevole: i CADINI DI MISURINA.

Per arrivare bisogna camminare un’ora. La camminata è magnifica; sono emozionata e carica!

La via che abbiamo scelto è vicino al rifugio che è sommerso dalla neve; c’è freddo, la via è ancora all’ombra.

decidiamo di partire.

Arriviamo all’attacco. Che posto meraviglioso!

Oggi ce la faremo, sono carica, sono in forma.

Parto io; all’attacco c’è pieno di detriti, boh, saranno i primi metri un po’ marci; poi su migliorerà!

Faccio i primi passi, lenta, lentissima, i detriti ricoprono appigli e prese, MA CHE CAVOLO!

Metto un friend, vado su. Trovo un chiodo, più in su un altro.

C’è pieno di roccia marcia, tutto è traballante; continuo a buttare giù sassi addosso al povero Seba che mi guarda un po’ incerto. guardo in su; ma cos’è tutta questa roba che si stacca? Guardo giù. Cosa faccio? E’ tutto marcio.

No, non è possibile, sono arrivata fino a qui. Due giorni ci sono andati male, oggi in vetta ci dobbiamo arrivare costi quel che costi.

Salgo; detriti, c’è una clessidra…roccia marcia ovunque. Metto giù dei friends. Ormai dovrei essere alla sosta. Sono terrorizzata, non ho mai trovato della roccia così marcia. Sono lentissima, ogni passo è indeciso e pesato.

Mi alzo. Mi manca il fiato. Alla mia destra vedo un pianoro di roccia marcia…è da qui che si è staccata tutta quella roba. Panico. Non so più cosa fare.

La sosta non c’è, è crollata giù metà parete. Perchè non mi sono fermata prima alla clessidra? Perchè non mi sono accorta del pericolo?

Panico. riesco a incastrare due friends, mi faccio una sosta per riprendere fiato e tranquillizzarmi. Mi faccio calare con le gambe che mi tremano. Non vedo l’ora di toccare il suolo.

Mi passa per la testa questo pensiero: – ma chi me lo fa fare? Perchè lo faccio? IO NON VOGLIO PIÙ SCALARE.-

Seba va su, sassi che rotolano da tutte le parti. Riesce a calarsi da una clessidra.

Ci guardiamo, siamo al sicuro, ora.

Decidiamo che la montagna ha vinto, decidiamo di farci domare da lei. Torniamo a valle, tristi e pensierosi.

Inizia a piovere. Domani ci riposeremo i muscoli ma soprattutto la testa.

La montagna è così, è lei che comanda e noi dobbiamo accettarla così com’è. Accettarla e aspettare il nostro momento senza aver fretta. La montagna ci manda i suoi segnali chiari e noi dobbiamo essere umili e accoglierli senza opporci. E va bene così.

Siamo stati un giorno intero sotto la pioggia ad aspettare.

Alla fine è riapparso il sole e senza pensarci due volte siamo andati ancora alla ricerca di nuove pareti da scalare!!! (alla faccia del IO NON VOGLIO PIU’ SCALARE)!

In ogni caso ha vinto ancora lei, ha vinto ancora la montagna…così affascinante, così maestosa e potente…sono ancora qui che la sogno, che sogno la roccia che un giorno scalerò.

P.S.: gli altri giorni della vacanza siamo riusciti ad arrivare sempre in vetta senza imprevisti!!!

Quando torniamo in Dolomiti??Ho un prurito alle maniiiiiiiiiii!!!!!

Anna

ON THE TOP

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