I RITORNI DALLA FALESIA

 case sparse attorno ad una falesia veronese

case sparse attorno ad una falesia veronese

A me dei pomeriggi passati in falesia piacciono i ritorni!

Proprio così.

Certo mi diverto a giocare con la roccia, a sudare sangue freddo su certi passaggi, a toccare la catena e poi girarmi a vedere il panorama…ma è quando imbocco la via del ritorno che assaporo le emozioni più forti.

Tutte quelle sensazioni sperimentate sulla roccia si concentrano dentro di me e le rivivo tutte assieme, esaltate all’ennesima potenza; carica di queste emozioni mi sembra che tutto intorno a me sia più bello: l’ultimo sole che filtra tra le fronde, gli alberi, il cielo che al tramonto si fa oro, i fiori, le more, l’uva o le ciliegie, l’empatia con i locali che tornano dalla campagna…

tramonto sulle falesia della Ca' Verde

tramonto sulle falesia della Ca’ Verde

In particolare, ci sono due falesie che hanno dei “ritorni” che mi trasmettono un qualcosa in più. La prima è la Ca’ Verde, sotto la quale c’è una striscia di bosco incolto e poi un grande prato con l’erba alta. Non tutti i climbers conoscono questo bel fazzoletto di terra, perché raramente si spingono più in giù della zona-pareti…(leggero tono di biasimo! Ed ora ho pure svelato un segreto…). Chi lo sa bene sono invece gli autoctoni, che a loro volta però non sanno che cinquanta metri più in su si scala…(insomma ad ognuno i suoi segreti!).

risveglio pasquale nell'hortus conclusus caverdiano

risveglio pasquale nell’hortus conclusus caverdiano

Ho avuto la fortuna di conoscere questa falesia da bambina, quando ero solo una local e non una local-che-arrampica. E così so anche che tra l’erba alta del prato passa un sentiero bellissimo.

20150318_175646Ad un certo punto della scalata il sole del tramonto filtra timido tra le fronde del bosco e colora a chiazze la roccia, capisco che è giunto il momento di tornare a casa. Mi carico sulle spalle il materiale e…no, non prendo subito il sentiero diretto, ma faccio una deviazione scendendo attraverso il boschetto, da lì mi infilo nell’erba alta fino alla traccia che attraversa il prato. La percorro con le braccia alte e con le dita che sfiorano i fiori. Intanto dentro macino la fatica e la tensione vissuta sulla roccia…in mezzo a quest’oasi i miei sensi si riappacificano, la Natura mi riempie e non posso non pensare a quanto sono fortunata a vivere tutto questo. “Grazie!” Ma a chi? Al vento, e chissà poi il vento dove porterà questa parola.

solo i local sanno che la ca' verde arriva fino alla fine del mondo e ci sono non uno ma ben tre accessi! E ci si arriva anche in macchina!

solo i local sanno che la ca’ verde arriva fino alla fine del mondo e ci sono non uno ma ben tre accessi! E ci si arriva anche in macchina!

La seconda falesia è Ceredo up (…Ceredo Alta, ma a noi piace chiamarla up). E’ posizionata in alto, e questo si era capito…di solito i climbers ci arrivano dal basso, attraversando un fascinoso bosco che in estate sembra un’umida foresta tropicale. Io per comodità logistiche casa-falesia invece ci arrivo dall’alto, attraverso una traccia poco battuta e piena di spine che sempre mi fanno dire “la prossima volta arrivo dal basso anch’io!”. Ma il ritorno mi fa sempre cambiare idea…

Ceredo è una falesia tosta, mi impegna la testa, le braccia, il limite si fa sentire, e tutto ciò esalta il ben-essere finale. Così il ritorno alla macchina è come una liberazione: alle spalle la fatica, ora non mi rimane che vivere le belle sensazioni che questa ha lasciato!

Mentre al bivio la maraja (gruppo di gente) se ne va giù io ed Erica prendiamo la traccia che letteralmente ci “sputerà” sui pascoli in alto.

Cammina cammina nel bosco,  sposta un ramo di spine, ti graffi comunque…

“ma dove siamo qui?! Oddio la traccia era di là…muoviamoci che fa buio!”

Ecco siamo in cima alla collina. Fuori dal bosco!

prato vi violette

Salta la rete, entra nel campo…l’erba è alta con tanti fiori, che sensazione camminarci in mezzo!

“puntiamo a quel ciliegio! Che buoni questi frutti rossi”

Verde acceso del campo e verde cupo del bosco.

"però sono buone anche le ciliegie selvatiche…vorrei mangiarle tutte!"

Prendiamo la stradina bianca, su dritte verso il paesello dove abbiamo la macchina, ci giriamo: in fondo in fondo c’è Verona che borbotta, davanti a noi la Lessinia, a destra pascoli, a sinistra pascoli…

“Ma questo è il paradiso!!” - “Grazie!”

Ma a chi? E’ di nuovo il vento a deciderlo…

Mariana

ghiotta merenda sui pascoli sopra Ceredo up

ghiotta merenda sui pascoli sopra Ceredo up

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